Rassegna settimanale 29 gennaio – 4 febbraio 2018: Giappone e Corea del Sud

29 gennaio, Giappone – Un ospedale di Tokyo valuterà gli effetti dell’assunzione giornaliera di anti-virali sulle infezioni da HIV

Fonti del settore lunedì hanno rivelato che a partire dal prossimo mese, un ospedale di Tokyo inizierà uno studio clinico per accertare se il tasso di infezione da HIV possa essere ridotti in caso individui ad alto rischio assumano farmaci anti-virali quotidianamente.
Durante questo studio pioneristico per la nazione, l’Ospedale Centrale del Centro Nazionale per la Salute e la Medicina Globali condurrà lo studio su individui essere ritenuti a maggior rischio di contrazione dell’HIV, come ad esempio uomini che hanno contatti sessuali con altri uomini.
La scelta arriva dopo che dei report hanno mostrato come il Giappone assista a circa 1.500 nuovi casi di AIDS ogni anno, insieme a infezioni da HIV in individui che non hanno mostrato sintomi dell’AIDS, nonostante le ripetute pressioni nell’utilizzare misure preventive come il preservativo.
I farmaci anti-virali, secondo la fonte, sono utilizzati in un crescente numero di paesi per prevenire il diffondersi dell’HIV.
Nel promuovere questo approccio, chiamato profilassi pre-esposizione, o Prep, il sito del Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie americano scrive: “per coloro ad alto rischio di HIV, il PrEP, se assunto quotidianamente, può ridurre significativamente il rischio di infezioni da HIV. L’utilizzo giornaliero del PrEP può ridurre il rischio di contrarre l’HIV tramite l’attività sessuale del 90%.”
Questo metodo, continua la fonte, può proteggere dalle infezioni di HIV anche nei casi in cui il preservativo si rompa o non venga utilizzato.
Durante lo studio di due anni, l’ospedale di Tokyo sceglierà 120 partecipanti che possiedono determinati criteri, come l’aver contratto una malattia sessualmente trasmissibile nell’ultimo anno e l’aver avuto rapporti sessuali non protetti nel corso dei sei mesi precedenti.
La fonte rivela che i soggetti dello studio assumeranno il farmaco anti-virale Truvada giornalmente e si sottoporranno ad esami ospedalieri ogni tre mesi.
L’ospedale monitorerà regolarmente i soggetti in modo tale da evitare scenari in cui si inneschi un’infezione da HIV e il paziente continui a prendere gli anti-virali, visto che c’è la possibilità che l’HIV sviluppi una resistenza al farmaco. Questo potrebbe ridurre le opzioni di trattamento del paziente in futuro.
La fonte continua rivelando che lo studio esaminerà anche la possibilità che la diminuzione della paura dell’infezione da HIV spinga le persone a non usare il preservativo , aumentando così il rischio di infettarsi con altre malattie sessualmente trasmissibili.

Fonte: The Japan Times
Link: https://www.japantimes.co.jp/news/2018/01/29/national/science-health/tokyo-hospital-gauge-effect-daily-anti-viral-use-hiv-infections/#.WnclUKjibIU

30 gennaio, Corea del Sud – Inizia l’indagine sull’accusa “MeToo” della procuratrice

Il Procuratore Generale Moon Moo-il martedì ha chiesto che si aprisse un’indagine sulle presunte affermazioni in stile “Me Too” fatte da una procuratrice che è stata molestata sessualmente da un supervisore maschio più anziano.
“è affiorato un caso di molestie sessuali che ha attratto l’attenzione dell’opinione pubblica. Prenderemo le misure necessarie per scoprire la verità e puniremo severamente i responsabili,” ha dichiarato ai giornalisti martedì.
Insieme alle indagini, Moon punta a emanare misure che aumenti l’uguaglianza di genere nella procura. “Lavoreremo per creare un ambiente sicuro per tutti i lavoratori e faremo il nostro meglio per collaborare con la procuratrice che è stata vittima.”
Seo Ji-hyun, procuratore nella sezione Tongyoung del Distretto di Changwon dell’Ufficio della Procura, afferma di essere stata ingiustamente riassegnata ad un’altra posizione dopo che aveva fatto un reclamo per molestie sessuali.
Seo ha parlato delle molestie sull’intranet. Ha accusato un ex procuratore anziano di averla palpeggiata durante un funerale nel 2010.
“Ad un funerale, il 30 ottobre 2010, Ahn Tae-Guen, l’allora capo della divisione per la pianificazione delle policy del Ministero della Giustizia, ha compiuto un atto indecente nei miei confronti,” ha rivelato Seo in intranet.
Ha poi accusato l’allora direttore del Pubblico ministero e Choi Gyo-il, parlamentare per il Liberty Korea Party, di aver insabbiato l’incidente. Choi ha negato qualsiasi coinvolgimento nella riassegnazione di Seo, e qualsiasi presunto insabbiamento.
Seo afferma che l’allora capo del dipartimento per gli affari criminali ha cercato di insabbiare l’incidente e che dopo, nel 2015, è stata trasferita contro la sua volontà ad un incarico regionale. Il trasferimento è seguito a un avvertimento disciplinare durante una regolare revisione delle sue performance, ma lei non l’ha trovato convincente.
Il ministero della giustizia ha rilasciato una dichiarazione questo lunedì in cui affermava che non c’erano state carenze nel trasferimento di Seo e che è difficile scoprire cos’è successo davvero otto anni fa visto che la persona interessata non lavora più in quell’ufficio.
Seo ha partecipato ad un programma della TV via cavo in prima serata per cercare di aggiustare le cose, affermando che per otto anni ha sofferto e si è rammaricata.
L’opinione pubblica, sin dalla sua confessione, si è indignata molto e centinaia di cittadini hanno firmato una petizione online rivolta alla Casa Blu per chiedere che venga effettuata una corretta e veloce indagine sulle accuse.
L’accusato Ahn era stato licenziato dal ministero a giugno per via di uno scandalo di mazzette. Due procuratori anziani, incluso Ahn, furono licenziati per e accusati di aver regalato denaro ai dei subordinati durante una cena privata.
Ahn si è scusato per “le cose che potrebbero essere accadute”, ma ha dichiarato di non ricordarsi dell’incidente dato che era molto ubriaco.

Fonte: The Korean Times
Link: http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2018/02/356_243313.html

1 febbraio, Giappone – Gli USA falliscono il test del sistema di intercettazione missilistica Aegis Ashore proprio quando il Giappone si sta preparando ad implementarlo

Mercoledì è fallito un test di intercettazione missilistica alle Hawaii da parte degli americani; il fallimento potrebbe creare potenziali problemi al Giappone che si sta preparando alle prossime fasi dell’implementazione del sistema costiero Aegis Ashore sul suo territorio.
Dall’Isola Kauai, nelle Hawaii, è stato lanciato un Missile-3 Standard Block IIA usando la tecnologia Aegis Ashore – una variante su base-terra del sistema di difesa missilisto Aegis – tuttavia non è riuscito a colpire un bersaglio lanciato da una aeroplano.
Il test è stato eseguito dopo che a gennaio gli Stati Uniti avevano approvato un piano per vendere quattro missili SM-3 Block IIA al Giappone visto che gli alleti stavano cercando di contenere la crescente minaccia missilistica posta dalla Corea del Nord. Il missile è utilizzato per intercettare missili a medio raggio.
Il SM-3 Block IIA può essere utilizzato sui cacciatorpedinieri equipaggiati con l’Aegis e con l’Aegis Ashore che a dicembre il Giappone ha deciso di implementare. Agenzia per la Difesa Missilistica americana non ha commentato il test ma solo confermato che ve n’è stato uno.
A Tokyo, una fonte del Ministero della Difesa ha dichiarato che il Giappone deve esaminare i risultati del test indipendentemente anche se il sistema è stato sviluppato in collaborazione con gli Stati Uniti.
“Abbiamo sentito che (il missile) ha fallito. È un sistema molto costoso e sarebbe indesiderabile che la sua credibilità venga messa in dubbio,” ha dichiarato la fonte.
L’ufficiale ha dichiarato che non sono chiari i motivi del fallimento e che un’indagine è in corso.
[…]

Fonte: The Japan Times
Link: https://www.japantimes.co.jp/news/2018/02/01/national/politics-diplomacy/hawaii-test-aegis-ashore-interceptor-aircraft-launched-missile-failed-official/#.WoBZoqjibIV

2 gennaio, Corea del Sud – Moon terrà un vertice con Abe il 9 febbraio

La Casa Blu e il Ministero degli Esteri venerdì hanno comunicato che il Presidente Moon Jae-in terrà un vertice con il Primo Ministro giapponese Shinzo Abe a PyeongChang, il 9 febbraio, prima dell’inizio delle Olimpiadi Invernali che saranno inaugurate quel giorno stesso.
Alla vigilia delle Olimpiadi, Moon si incontrerà con il Vicepresidente americano Mike Pence durante una cena alla Casa Blu. Quello stesso giorno avrà anche un incontro separato con Han Zheng, il numero 7 del Partito Comunista di Cina.
A lato dei Giochi, Moon si incontrerà con altri dignitari di 14 paesi che parteciperanno alle Olimpiadi, che dureranno fino al 25 febbraio, per poi essere seguiti dalle Paraolimpiadi dal 9 al 18 marzo.
In precedenza la Casa Blu ha dichiarato che 26 dignitari da 12 paesi avrebbero fatto visita in Corea durante le Olimpiadi e le Paraolimpiadi.
Moon avrà colloqui bilaterali con il Presidente estone Kersti Kaljulaid il 6 febbraio, e con il Governatore Generale canadese Julie Payette e il Presidente lituano Dalia Grybauskaite il 7 febbraio, anche se separatamente.
L’8 febbraio si incontrerà con il Presidente svizzero Alain Berset e il Presidente polacco Andrej Duda, e pranzerà con il Presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier. Il 9 febbraio, oltre ad Abe, Moon ha in programma di incontrare il Primo Ministro olandese Mark Rutte a PyeongChang e poi vedrà a pranzo il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres.
Gli incontri bilaterali di Moon organizzati dopo la cerimonia di inaugurazione sono con: il Presidente lettone Raimonds Vejonis, il 13 febbraio, con il Primo Ministro norvegese Erna Solberg il 15 febbraio, e con il Presidente sloveno Borut Pahor il 20 febbraio a pranzo.
Mentre altri dignitari avranno visite private, le visite di Steinmeier, Borut Pahor e Guterres sono su invito di Moon.
Moon e la first lady Kim Jung-sook saranno presenti alla cerimonia di apertura della Commissione Olimpica Internazionale a Gangneung, secondo l’ufficio della presidenza.
Anche per coloro che avranno visite private, il Ministero degli Esteri provvederà con il più alto protocollo, che include sistemazioni di prima classe, berline e funzionari cerimoniali.
Il governo farà anche andare uno speciale treno tra Seul e PyeongChang per i funzionari che parteciperanno alla cerimonia di apertura.

Fonte: The Korea Times
Link: http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2018/02/120_243501.html

3 febbraio, Giappone – Il selfie del Ministro degli Esteri Taro Kono con una portavoce cinese genera reazioni contrastanti.

Il selfie del Ministro degli Esteri giapponese con la portavoce del Ministero degli Esteri cinese Hua Chunying ha generato scalpore – tuttavia non tutti sorridono.
La foto è stata pubblicata sul profilo Twitter di Kono il 28 gennaio, quando si è incontrato con la sua controparte cinese, Wang Yi, a Pechino. Hua, conosciuta per la sua dura espressione, nella foto con Kono sorride.
In inglese, sotto la foto, Kono ha scritto: “Con una Signora cinese famosa!”
Molti utenti di Twitter hanno ben accettato la foto, vedendola come un segno dei buoni rapporti tra Cina e Giappone.
Tuttavia Hiroyuki Konishi, del Partito Democratico di opposizione, membro della Camera Alta, ha criticato Kono su Twitter.
“è solo una portavoce del governo cinese. È una persona di basso rango, non un partner per le negoziazioni diplomatiche,” ha scritto Konishi. “Farsi una foto con una tale persona e con un sorriso provocante non è diplomatico ma tributario.”
In risposta, Kono ha espresso stupore nel constatare che qualcuno possa preoccuparsi del “rango” della persona con cui ci si fa una foto. “Sembra stancante,” ha scritto Kono.
Kono in una conferenza stampa di venerdì ha dichiarato che non rinuncerà alla sua diplomazia di Twitter.

Fonte: The Japan Times
Link: https://www.japantimes.co.jp/news/2018/02/03/national/politics-diplomacy/foreign-minister-taro-konos-selfie-china-spokeswoman-draws-mixed-reactions/#.WoBsu6jibIU

4 febbraio, Corea del Sud – Interrompere le terapie per il sostegno alla vita adesso è possibile

Domenica, sei ospedali hanno iniziato a interrompere le terapie per il sostegno alla vita a pazienti che desiderano morire naturalmente.
Il così detto “Ordini dei famigliari sui Trattamenti per il Sostegno alla Vita” (POLST), è diverso dalla “morte con dignità” o eutanasia in cui i dottori hanno un ruolo attivo nell’assistere il paziente nel morire.
Il POLST si limita a fermare le cure mediche sotto la supervisione di un dottore. Il paziente o la sua famiglia devono inoltre concordare che non riceveranno più le terapie per il sostentamento alla vita.
Si distingue dall’eutanasia nel fatto che il paziente non ha alcuna possibilità di sopravvivenza e così hanno il tempo di affrontare la morte “naturalmente” prima che il medico termini il trattamento.
La pratica è stata attivata da una legge di febbraio dello scorso anno. In seguito, 10 istituti medici hanno avviato dei programmi pilota nel tentativo di individuare le criticità principali. A partire da domenica, i 60 ospedali sono stati autorizzati a praticarlo.
Secondo il POLST e le conseguenti ordinanze esecutive, i pazienti che desiderano terminare i trattamenti al sostegno della vita posso fare richiesta, che verrà esaminata dalla commissione etica dell’ospedale, dopo una diagnosi confermata dal medico.
Quando la richiesta viene accettata, i dottori possono smettere di somministrare il trattamento anti-cancro, le emodialisi, la rianimazione cardio polmonare o la respirazione artificiale.
Le persone in salute possono fare richiesta in anticipo nel caso di una qualsiasi malattia terminale futura.
I richiedenti devono essere adulti e devono visitare uno degli istituti designati per un consulto. LA richiesta anticipata e il POLST saranno inseriti nel sistema ospedaliero che le persone affette possono consultare online a lst.go.kr. Le persone registrate possono modificare o cancellare la propria richiesta in ogni momento.
Coloro che hanno eseguito la registrazione anticipata dovranno poi confermarla con un dottore al momento del presentarsi della malattia terminale e nel momento in cui desiderano terminare le terapie per il sostentamento della vita.
Tuttavia, la pratica POLST incontra delle criticità quando i pazienti sono incoscienti.
I critici ritengono che praticarla su tali pazienti sarà molto difficile.
La volontà del paziente è la parte più importante del POLST e non c’è alcun problema quando lo hanno registrato di loro volontà. Tuttavia, diventa un problema quando è la famiglia a voler fare la richiesta al posto del paziente: due membri della famiglia devono confermare l’interesse del paziente. Tuttavia, i critici ritengono che è più facile a dirsi che a farsi.
I dottori e i servizi sanitari hanno dichiarato che in questo modo sono troppo controllati dalla legge.
“Richiede molta burocrazia e se mi dimentico anche solo un documento posso essere punito,” ha dichiarato un funzionario dell’Associazione dei Medici Coreani. Secondo la legge, i medici possono essere puniti fino a tre anni di prigionia o con una multa fno a 30 milioni di won se praticano il POLST contro l’interesse del paziente, fabbricare documenti falsi o diffondere informazioni personali.

Fonte: The Korea Times
Link: http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2018/02/356_243584.html

Featured image source: The Japan Times

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s