Rassegna settimanale 11-17 dicembre: Sud est asiatico

11 dicembre, Malesia – L’esercito “pronto” sulla questione di Gerusalemme

Il ministro della difesa malese Hisammuddin ha annunciato che la nazione sarebbe “pronta” a rispondere, se necessario, sulla questione di Gerusalemme in quanto capitale dello stato d’Israele. “In quanto ministro della difesa, sono certo che porteremo avanti gli ordini che riceveremo da parte del comandante supremo delle Forze Armate Malesi”.

Nella capitale del paese, diverse migliaia di persone hanno protestato contro la decisione del presidente americano Donald Trump di spostare l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme. La decisione è stata condannata da numerosi capi di stato e di governo attraverso il mondo e si teme un aumento delle violenze tra le comunità israeliane e palestinesi e un aumento degli attacchi terroristici in tutto il mondo.

Fonte: Asian Correspondent
Link: https://asiancorrespondent.com/2017/12/jerusalem-malaysia-army-ready/#w481ghYpJwfUfVhD.97

12 dicembre, Cambogia – L’Unione Europea sospende i finanziamenti per le elezioni cambogiane

L’Unione Europea ha deciso di seguire l’esempio degli Stati Uniti e sospendono quindi gli aiuti destinati a finanziare l’organizzazione delle prossime elezioni nel paese. “La Commissione europea ha deciso di sospendere la propria assistenza alla commissione elettorale”, ha annunciato la rappresentanza diplomatica dell’Unione a Phnom Penh, “Un processo elettorale dove il principale partito di opposizione è stato arbitrariamente escluso non può essere considerato come legittimo”.

Il Cambodia National Rescue Party (CNRP) è stato sciolto lo scorso mese con l’accusa di voler deporre l’attuale governo e di “tradimento e spionaggio”. Il leader Kem Sokha è stato imprigionato, e rischia di trent’anni di carcere, mentre il fondatore del partito, Sem Raisny è attualmente in esilio in Francia. Gli attuali sviluppi sono stati definiti come il colpo il tremendo portato alla democrazia del paese dopo le prime elezioni all’inizio degli anni 1990 che misero fine al regime genocidario dei Khmer Rouge.

Fonte: Le Monde
Link: https://www.lemonde.fr/asie-pacifique/article/2017/12/12/l-ue-suspend-son-aide-pour-l-organisation-des-elections-legislatives-au-cambodge_5228527_3216.html

13 dicembre, Birmania – Due giornalisti Reuters arrestati

L’agenzia Reuters si è dichiarata “indignata” dopo l’annuncio dell’arresto di due dei suoi giornalisti, Wa Lone e Kyaw Soe Oo, e ha denunciato l’accaduto come attacco alla libertà di stampa. I giornalisti sono stati accusati di detenere documenti e informazioni sugli eventi in corso nello stato di Rakhine, da dove più di 600.000 Rohingya sono fuggiti, e secondo molti, sarebbe in corso un genocidio.

L’ambasciata americana si è dichiarata “profondamente preoccupata” dell’accaduto e che “per che una democrazia funzioni, i giornalisti devono poter esercitare liberamente il proprio lavoro”. Sono state rilasciate alcune foto dei due uomini in manette con i documenti che stavano trasportando esposti su un tavolo davanti a loro e sono stati incolpati di aver derubato materiale segreto, reato per il quale è prevista una pena di 14 anni di carcere.

Nell’ultimo periodo si è verificato un forte aumento dei casi di diffamazione per via di una legge sulle telecomunicazioni. Sono stati presi di mira in particolar modo gli attivisti, umoristi e giornalisti. Secondo una ricerca del gruppo Free Expression Myanmar, tutti i casi portati in tribunali si sono conclusi con una condanna.

Fonte: The Guardian
Link: https://www.theguardian.com/world/2017/dec/13/two-reuters-journalists-arrested-in-myanmar

14 dicembre, Filippine – È stata estesa per un altro anno la legge marziale a Mindanao

I legislatori filippini hanno approvato a larga maggioranza la proroga della legge marziale sull’isola di Mindanao fino alle fine del 2018. Su 267 parlamentari, 240 hanno votato in favore della legge, instaurando così il più lungo periodo sotto legge marziale nel paese sin dagli anni 1970, sotto la brutale e repressiva dittatura di Ferdinand Marcos. Il presidente Duterte aveva chiesto questa proroga per via delle minacce ancora presenti di gruppi terroristi, milizie comuniste e gruppi separatisti.

In effetti, in governo è preoccupato che l’isola ricca di giungle e montagne, sulla quale abita la maggior parte della minoranza musulmana filippina, possa attirare altri terroristi. La battaglia nella città di Marawi nei mesi scorsi ha già visto centinaia di ribelli affrontare apertamente l’esercito filippino in scontri durati 154 giorni. Gli scontri hanno ucciso più di 1.100 persone, principalmente ribelli affiliati all’ISIS, e sarebbero ancora 185 quelli ancora nei dintorni.

Il presidente Duterte gode di un immenso sostegno popolare malgrado la sua sanguinosa guerra contro la droga, ciononostante le sue minacce di estendere la legge marziale su tutto il paese sono una questione più delicata. Il paese ha vissuto per nove anni sotto legge marziale durante gli anni della terribile dittatura di Marcos. Quando gli è stato chiesto molto recentemente se fosse disposto a prendere una tale decisione, Duterte ha dichiarato: “Dipende dai nemici dello stato”.

Fonte: The Straits Times
Link: http://www.straitstimes.com/asia/se-asia/martial-law-in-mindanao-extended-until-end-2018

15 dicembre, Mar Cinese Meridionale – Mentre il mondo si concentra sul Corea del Nord, Pechino continua le sue operazioni nel Mar Cinese Meridionale

Mentre le attenzioni del mondo asiatico si sono concentrate sulla Corea del Nord e la crisi nucleare, la Cina ha continuato ad installare sulle sue isole artificiali radar ad alta frequenza e altre apparecchiature a scopo militare.

Secondo il think tank americano Asia Maritime Transparency Initiative, le attività cinesi comprendono lavori su oltre 29 ettari di terreno, dove sono state costruite strutture su alcune isole delle Spratly e Paracel, un territorio duramente conteso.

Gli Stati Uniti ed i suoi alleati si oppongono alla costruzione di isole artificiali da parte della Cina e della loro militarizzazione. Infatti, potrebbero essere usate per tagliare fuori altri stati da rotte marittime di alta importanza.

“È totalmente normale che la Cina si impegni in queste missioni pacifiche e che costruisca attrezzature per la propria difesa sul suo territorio” ha dichiarato il portavoce del ministero degli affari esteri Lu Kang commentando questo report. “Pensiamo che certe persone abbiamo certi interessi stiano facendo molto chiasso per nulla”.

Secondo il report, negli ultimi mesi, la Cina avrebbe costruito quelli che sembrano nuovi radar ad alta frequenza sulla punta a nord di Reef Cross nelle isole Spratly.

Nei pressi di Subi Reef sono stati completati dei tunnel probabilmente destinati allo stoccaggio di munizioni e sarebbe spuntata un’altra antenna ed un radar.

Le costruzioni su Mischief Reff includono stoccaggio sotterraneo per le munizioni e una serie di hangar, rifugi anti-missili e antenne radio.

Lavori più modesti sono continuati nelle isole Paracel, tra i quali una piattaforma per elicotteri e turbine eoliche su Tree Island e due grandi torri radar su Triton Island.

È stato comunicato che le ultime costruzioni menzionate sono particolarmente importanti visto che nelle acque di Triton Island si sono verificati diversi incidenti tra Cina e Vietnam e numerose operazioni “freedom-of-navigation” da parte degli Stati Uniti. Le operazioni servono a dimostrare che Washington continua a rivendicare il diritto di libero passaggio nelle acque.

Il Pentagono ha condotto numerose pattuglie nel Mar Cinese Meridionale, in prossimità dei territori occupati, ciò malgrado la richiesta di collaborazione sulla questione nord-coreana. Questo giovedì, il segretario di stato Rex Tillerson ha reiterato il suo appello per fermare le costruzioni di isole artificiali e la loro militarizzazione.

Fonte: The Straits Times
Link: http://www.straitstimes.com/asia/se-asia/while-focus-is-on-nkorea-china-continues-schina-sea-buildup-think-tank

16 dicembre, Bangladesh – Si deteriorano ulteriormente le condizioni di vita dei Rohingya

L’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, UNHCR, ha dichiarato di essere profondamente preoccupata per le condizioni di vita della comunità Rohingya che si stanno rapidamente deteriorando. L’organizzazione si è soprattutto dimostrata particolarmente sensibile alle sorti dei bambini, che rappresentano il 55 percento della popolazione dei rifugiati.

“I bambini, che rappresentano il 55 percento della popolazione Rohingya rifugiata, sono particolarmente vulnerabili. Così come le donne, e sono più della metà dei rifugiati presenti in Bangladesh. Secondo le nostre stime, il 10 percento di loro hanno qualche forma di disabilità, condizioni di salute molto precarie, o sono persone anziane a rischio” ha dichiarato il portavoce Babar Baloch.

L’UNHCR ha dichiarato di essere a lavoro per migliorare la qualità dei rifugi e il sistema di drenaggio del campo. Dall’inizio della crisi, l’UNHCR ha organizzato 17 ponti aerei portando nei campi beni di prima necessità di un valore di oltre 9 milioni di dollari. Inoltre, l’organo delle Nazioni Unite sta collaborando con l’Organizzazione mondiale della sanità per una campagna di vaccinazioni contro la difterite. “Stiamo distribuendo antibiotici a più di 8.000 persone e stiamo formando i rifugiati volontari a propagare informazioni sulla difterite, riconoscere i sintomi e indirizzare i pazienti verso i centri di cura” ha dichiarato Baloch.

Fonte: The Straits Times
Link: http://www.straitstimes.com/asia/se-asia/rohingya-refugees-face-multitude-of-protection-risks-warns-un-agency

17 dicembre, Filippine – La tempesta Kai-Tak provocata la morte di 26 persone

Almeno 26 persone sono morte per via delle frane provocate dalla tempesta tropicale Kai-Tak sull’isola di Biliran, e altre 23 persone sono scomparse. Erano stato evacuate 88.000 persone in previsione dei possibili danni, un poliziotto ha dichiarato che le piogge hanno spostato “massi grossi come macchine”.

Secondo i media locali l’intera provincia è senza elettricità e con riserve di acqua estremamente limitate. I maggiori ponti per attraversare l’isola sono stati danneggiati e rendono più complicato il lavoro dei soccorsi. La regione è regolarmente marcata da questi eventi catastrofici, l’isola stava solo iniziando a rimettersi in piedi dopo il passaggio del tifone Haiyan che uccise oltre 5.000 persone nel 2013.

Fonte: BBC
Link: http://www.bbc.com/news/world-asia-42385661

Sent Feature Image: Pixabay

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